Questo dicono di Palmiro!!!




La Palmiro Associati’ gruppo spontaneo senza scopo di lucro nato per la voglia di diffondere il paperello disegnato da Sauro Ciantini, capitanata da Vincenzo Vietato


Come già sapete, in occasione di Lucca 2010, è uscito il secondo libro della serie My name is Palmiro. Un libro che in tutta sincerità ci ha molto sorpresi, e di questi tempi ce n’è decisamente bisogno! Abituati alla saga di Palmiro e la sua fidanzata lontana, una serie di strisce umoristiche che dai tempi di Comix o si amano alla follia, come nel nostro caso, oppure si guardano e si storce la bocca, davanti a questo libro nuovo senza nessuna striscia, dove Ciantini prende per mano il suo anatroccolo e lo conduce per strade mai frequentate prima, siamo rimasti un po’ spiazzati! Anche alla bellezza nera della copertina. graphic novel’, ma poi, ci siamo convinti che non è esattamente così. simpatiche email) credo che sarà interessante e utile, approfondire la lettura di questo bel libro: ‘Storie, specialmente la prima, la ragazza dei biscotti, che ti rimangono dentro per molti giorni e ci pensi e ci ripensi, e altre cose ti tornano in mente, rileggi il libro e ne capisci delle altre! Che ti erano sfuggite. Una storia che mi sembra disseminata di tantissimi segnali!’ (Anna).
‘Ha ragione Anna. Questo libro è come una teglia di lasagne. Strato dopo strato, arrivi alla fine sazio e soddisfatto!’ (Cristiano).
‘il secondo volume di Palmiro è straordinario, proprio per l'equilibrio che esiste fra testo e segno. (…) Io ci vedo dentro tante suggestioni, da Barks a McKean, passando per Battaglia e qualcosa di francese, ma sempre in chiave autoriale, sfuggendo alla mera citazione e imponendo uno stile e una sintesi personalissimi. Adoro le atmosfere rese con i toni di grigio e i graffi di nero, riescono a Un libro da sfogliare col cuore, aspettando l’apocalisse, sperando che si fermi sullo zerbino davanti la porta di casa. Che ci si senta esploratori in erba o guardiani di faro.’ (Riccardo). ‘La parte grafica è assolutamente fantastica. Quei neri, quei grigi, quei graffi, quegli scarabocchi perfetti, carboncino, acrilico, gesso digitale, un vero spettacolo! Non c'è neanche bisogno di aggiungere altro. E anche le storie sono avvincenti. Andando nello specifico, inserire quell'anatroccolo in contesti non suoi, nell'ampio campo di un racconto invece che nella fessura d'una striscia, metterlo accanto a personaggi che sembrano appartenere ad un'altra specie (umana) e che lo superano in dimensione tale che non compaiono mai interi al suo cospetto (non chiacchiera, per così dire, con la pari altezza Isa B.) crea un effetto di straniamento come accade quando si guarda un film ridoppiato e decontestualizzato con la differenza che nel secondo caso si crea il comico e nel caso di Palmiro (oltre al comico, ovviamente) si subisce una fascinazione perché diventa una sorta di simbolo, capace così di inserirsi in un qualsiasi tipo di storia, drammatica, fantastica, orrorifica, come infatti avviene. Per farla breve, che avevo promesso di farla breve e invece nulla, a me mi garba! Ecco. In questo esperimento Sauro Ciantini è riuscito ad inserire Palmiro in storie che niente c'entrano con l'anatro e nelle quali, invece, questo paperino c'entra benissimo. Bisogna solo vedere se questo senso di fascino e godurioso spaesamento riesce a reggere sulla distanza, in un Palmiro 3, 4, 5... ma io credo assolutamente di sì e dico che vale la pena andare a verificare!’ (Andrea).
‘Dalla copertina si doveva capire subito che la tenebrosità sarebbe stata la protagonista di queste pagine... eppure quelle stelle marine che avevano ancora la forza di luccicare sul fondo del mare, quello zaino un po’ scout di Palmiro, facevano ben sperare...
Di fronte alla più dolorosa realtà, in seguito alla quale ci saremmo immaginati il solito Palmiro impiccato sul cesso, colpo di scena!! Ci stupisce, zaino in spalla, deciso a lottare per la vita che si accorge (tardi?) di avere sempre sognato!
Un solo appello all'editore..per il prossimo libro faremo una colletta per un po’ di colore!’ (Tania).

Commenti